Come riportato da Bresciaoggi, eppure si dice che Brescia sia in declino nel calcio, priva di importanza. È vero: non ha mai giocato in Europa e il suo palmarès non include coppe o scudetti, ma poche province italiane possono vantare i record stabiliti ieri, che si aggiungono a quello iniziale: nessuno ha mai schierato quattro squadre nello stesso campionato professionistico. Tra venerdì e ieri, nella nona giornata del girone A, Brescia, Desenzano, Lumezzane e Ospitaletto (in rigoroso ordine alfabetico) hanno ottenuto altri due primati: 1) per la prima volta hanno vinto tutte; 2) dal secondo posto dei biancazzurri al decimo dei rossoblù, che domani recuperano la trasferta contro la Juventus Next Gen, tutte si trovano in zona play-off. Se si vuole approfondire, la capolista Cittadella deve temere le bresciane: il Brescia è secondo a 5 punti, l’Ospitaletto terzo a 6.
Può essere Serie C, ma una giornata del genere giustifica l’attesa di tempi migliori e campionati più prestigiosi, questione che riguarda il Brescia. Questo fine settimana, però, merita di essere ricordato. È stata proprio la squadra del presidente Giuseppe Pasini e dell’allenatore Eugenio Corini a dare inizio a questo poker: nell’anticipo di venerdì sera al Rigamonti, il 2-0 alla Pro Vercelli guidata da Daniele Bonera, ex di Ome e simbolo dei tempi d’oro del Brescia. La prodezza di Crespi — superato il marcatore con il sombrero e il portiere con un pallonetto, tutto con il mancino prediletto — ha orientato non solo la sfida a Mompiano, ma l’intero turno delle bresciane.
Il sabato non è stato comune per Desenzano e Lumezzane, che hanno sfruttato pienamente il fattore campo. I gardesani, ancora in esilio a Ospitaletto, hanno battuto la Dolomiti Bellunesi con un destro terra-aria del capitano De Francesco nel primo tempo e un’autorete del difensore centrale veneto Mondonico nella ripresa. Contemporaneamente, il Lumezzane ha faticato contro l’Albinoleffe, reduce dal colpo sul campo del Cittadella, ma alla fine ha vinto per 3-2. Il merito è di Ebone e Anatriello, la coppia di marcatori individuata e valorizzata dal presidente Caracciolo e dal direttore sportivo Pesce; di Rolando, autore del definitivo 3-2; e dei centimetri che per due volte hanno spinto l’arbitro, dopo l’analisi video all’Fvs, ad annullare i gol dell’Albinoleffe per fuorigioco.
Infine c’è l’Ospitaletto, che tra le quattro bresciane aveva il compito più difficile, sul campo finora inviolato del Treviso. Inviolato fino a ieri. Un rigore di Galuppini nella prima parte di gara ha portato gli arancioni sul podio del girone A, a un solo punto dal Brescia, che punta senza esitazione alla promozione diretta in B. La situazione: il 4 su 4 del nono turno di andata produce una classifica brillante, con i biancazzurri di Corini al secondo posto, gli arancioni di Quaresmini al terzo, i gardesani di Gaburro al sesto e i rossoblù di Sammarco al decimo. Questi ultimi, domani alle 16 ad Alessandria, recuperano la sfida contro la Juventus Next Gen, rinviata la settimana scorsa per gli impegni dei bianconeri con le Nazionali, e possono scalare la classifica. La presenza di quattro formazioni nello stesso girone moltiplica i derby: finora ne sono stati disputati due, Ospitaletto-Lumezzane 2-0 alla prima giornata e Brescia-Desenzano 1-0 alla terza. È uno dei tratti che rendono memorabile questa stagione, con la speranza di vivere altri fine settimana simili. E poi si dice che Brescia sia in declino nel calcio.



A parte che in Europa ci siamo stati in Intertoto
Cacchio che orgoglio! 4 squadre in C, una volta due squadre della provincia di Brescia in B e una sola squadra in serie A dalla nascita del calcio.
Alla faccia di Milano, Torino e Roma. Oppure alla faccia di Londra con 6 squadre di primo livello, Buenos Aires oppure Rio!.