Corini fa quadrato con la squadra

Molto spesso criticato dalla piazza, Eugenio Corini ha tutto il gruppo squadra dalla sua parte: l'unione sarà fondamentale.

Come scrive Il Giornale di Brescia, la stagione non ha avuto l’inizio brillante, incalzante e palpitante che avevamo immaginato alla luce delle altissime aspettative alimentate dall’interno e sostenute da una rosa considerata inattaccabile, tra basi già presenti e profondità costruita con il mercato. Un –6 dal Cittadella dopo sette giornate, no: nessuno lo aveva previsto. Alla luce di tutto, malumori e malesseri assortiti sono francamente il minimo sindacale, insieme alla constatazione che al Brescia manca ancora «un pezzo così» per un salto di mentalità: le partite casalinghe, la gestione, gli ultimi due risultati e la dinamica dei gol subiti lo confermano chiaramente. Nessuno può negarlo. Per la piazza c’è un solo colpevole da individuare in Eugenio Corini. Il tribunale popolare — quello dello stadio, del bar e delle tribune social — lo ha già condannato da tempo. Era inevitabile che un allenatore bresciano, arrivato in corsa la scorsa stagione con un contratto a lungo termine e in controtendenza soprattutto per la Serie C, con il suo curriculum, sarebbe stato atteso al varco. D’altro canto, da grandi poteri derivano grandi responsabilità; figurarsi con il peso delle attese di una stagione in cui l’Union Brescia si trovava pure in un girone che non poteva essere più morbido e che è stato interpretato come un segno delle stelle.

Non sta andando come previsto e l’allenatore del Bagnolo Mella si ritrova nel ruolo di bersaglio mobile, o se si preferisce, di parafulmine. È evidente che, concluso il mercato e giudicato unanimemente vincente, tutto il peso – il diretto interessato lo sapeva per primo – sarebbe ricaduto sulle spalle di Corini. Eppure, c’è un però: soprattutto esiste una linea sottile tra le critiche – non sono mancate nemmeno su queste colonne – e quello che sta diventando un autentico accanimento. Quasi un: piove, è colpa di Corini. A un certo punto diventa anche una questione di rispetto umano, che non può mancare verso un professionista «di casa», il quale non può non sentire su di sé una sfida che sa perfettamente di non potersi permettere di perdere.

Come sa, al pari di chiunque, che terreno non se ne può più perdere e che i jolly sono già stati spesi. Eugenio Corini naviga contro il vento popolare, ma ciò che conta in questo momento è la reazione interna attorno al tecnico. Ed è la capacità di tirare dritto o meno di Giuseppe Pasini – che deve fare i conti con molte sollecitazioni di ogni tipo da parte dei soci, con cui non mancano gli scambi – e dei suoi referenti sportivi, Mauro Pederzoli e Andrea Ferretti. Tra chi è chiamato a rispondere delle «cose di campo», allo stato attuale non si registrano scricchiolii: resta la totale fiducia in Corini, resta la valutazione del quadro d’insieme con l’occhio di bue puntato sui miglioramenti mostrati dalla squadra più che sulle mancanze che ancora si registrano. Ecco: che si registrano. Non si finge dunque che vada tutto liscio e non sono mancate le analisi con l’allenatore.

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