Le chiacchiere stanno a zero. Che l’Union Brescia “deve” vincere il campionato a mani basse è esagerato, una diceria popolana forse alimentata dalle parole del presidente Pasini subito dopo la sconfitta nei play-off dello scorso anno ad Ascoli. Sicuramente per il progetto che ha in mente la società è quasi obbligatorio salire in Serie B, ma non sarà facile.
Lo dicono i numeri per esempio. Si parla di squadra nettamente più forte contro avversarie definite non all’altezza. Eppure le presenze in Serie B misurano maggiormente l’idea di corazzata. E l’Union Brescia non è al primo posto in questa speciale classifica, così come non lo è in quella che conta di più, ovvero dei punti. Primo in entrambi i casi c’è il Cittadella.
Troppo sottovalutata alla vigilia e sicuramente over performante con un all-in di vittorie, ma ci sarà da battagliare fino alla fine. La rosa dei veneti è di tutto rispetto: 1150 gettoni complessivi in Serie B contro i 1082 dei giocatori dell’Union Brescia che hanno anche l’aggravante che le 29 di Balestrero, le 41 di Zennaro e le 27 di Di Molfetta sono state giocate tutte nell’anno di cadetteria della FeralpiSalò.
Inoltre gente come Barberis (73), Martella (83) e Falcinelli (114) hanno collezionato molte presenze perfino in Serie A aggiungendo anche le due in Europa League e una in Champions League di Mirko Antonucci con la maglia della Roma. Nell’Union Brescia svettano Gori e Casasola rispettivamente con 134 e 256 gettoni in Serie B, mentre in Serie A solo Zacchi e Sorensen hanno già giocato.
Quindi numeri alla mano la corazzata di questo girone è il Cittadella: sono i veneti la squadra più pronta a salire in Serie B. Corini deve battere anche i numeri perché su una cosa l’Union Brescia è imbattibile in questa categoria: la piazza e la tifoseria, quella merita molto di più.


